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Prova di corrosione intergranulare sugli acciai inossidabili secondo UNI EN ISO 3651-2 – Metodo A

Applicazioni pratiche

La corrosione intergranulare rappresenta uno dei meccanismi di degrado più insidiosi per gli acciai inossidabili, in particolare quando questi materiali sono sottoposti a trattamenti termici, saldature o condizioni di esercizio aggressive.
Per questo motivo, la verifica della resistenza alla corrosione intergranulare è un test fondamentale per garantire affidabilità, sicurezza e durabilità dei componenti.
Nel Laboratorio Prove Materiali SMT la prova di corrosione intergranulare viene eseguita anche secondo la UNI EN ISO 3651-2:2000/EC1:2002 – Metodo A, mediante immersione in acido solforico al 16% e solfato di rame, con valutazione tramite esame visivo, su diverse tipologie di acciai inossidabili.

Acciai inossidabili oggetto della prova

La prova secondo UNI EN ISO 3651-2 – Metodo A è applicabile alle principali famiglie di acciai inossidabili utilizzate in ambito industriale:

Acciai inossidabili austenitici

(Austenitic stainless steels)
Caratterizzati da:

  • elevato contenuto di cromo e nichel, 
  • ottima resistenza alla corrosione generale, 
  • buona duttilità e saldabilità. 

Sono particolarmente sensibili alla sensibilizzazione in presenza di cicli termici non controllati.
 

Acciai inossidabili ferritici/austenitici (duplex)

(Ferritic/austenitic – duplex stainless steels)
Presentano una microstruttura bifasica:

  • ferrite + austenite, 
  • elevata resistenza meccanica, 
  • ottima resistenza alla corrosione localizzata. 

La prova è fondamentale per verificare che trattamenti termici o saldature non abbiano compromesso la resistenza intergranulare.
 

Acciai inossidabili ferritici

(Ferritic stainless steels)
Acciai a base di cromo, privi o poveri di nichel, utilizzati per:

  • resistenza alla corrosione in ambienti moderati, 
  • buona stabilità dimensionale. 

Anche in questo caso, la prova consente di valutare eventuali fenomeni di degrado lungo i bordi di grano.
 

Perché eseguire la prova di corrosione intergranulare

La corrosione intergranulare si sviluppa preferenzialmente lungo i bordi di grano a causa di:

  • precipitazione di carburi di cromo, 
  • impoverimento locale di cromo, 
  • perdita della passività. 

Questo fenomeno può portare a:

  • perdita di resistenza meccanica, 
  • criccature premature, 
  • cedimenti improvvisi in esercizio, 
  • non conformità normative. 

La prova consente di verificare se il materiale:

  • è stato correttamente solubilizzato, 
  • non è sensibilizzato, 
  • mantiene le prestazioni richieste dall’applicazione finale.

 

Normativa di riferimento: UNI EN ISO 3651-2 – Metodo A

La UNI EN ISO 3651-2:2000/EC1:2002, Metodo A, definisce una procedura standardizzata per la determinazione della resistenza alla corrosione intergranulare degli acciai inossidabili mediante:

  • soluzione di acido solforico al 16%, 
  • aggiunta di solfato di rame, 
  • esposizione controllata del campione, 
  • valutazione finale tramite esame visivo. 

Il metodo è particolarmente indicato per:

  • controlli di qualità, 
  • qualifiche di processo, 
  • verifiche post-saldatura, 
  • accettazione dei materiali.

 

Come si esegue la prova

La prova eseguita da SMT segue rigorosamente quanto previsto dalla norma.

Fasi principali della prova

  1. Preparazione del campione
    Il provino viene preparato secondo le dimensioni e le condizioni superficiali previste dalla normativa. 
  2. Immersione nella soluzione corrosiva
    Il campione viene immerso in una soluzione composta da: 

    • acido solforico al 16%, 
    • solfato di rame,
      per un tempo e a una temperatura definiti dalla norma. 
  3. Attacco corrosivo selettivo
    La soluzione evidenzia eventuali zone sensibilizzate lungo i bordi di grano. 
  4. Risciacquo e pulizia
    Al termine dell’immersione, il campione viene accuratamente pulito. 
  5. Esame visivo
    La valutazione finale avviene tramite ispezione visiva, per rilevare: 

    • attacchi intergranulari, 
    • cricche, 
    • disgregazione dei bordi di grano. 

 

Criteri di valutazione e risultati della prova

L’esito della prova viene espresso come:

  • materiale resistente alla corrosione intergranulare, oppure 
  • materiale sensibile alla corrosione intergranulare. 

L’esame visivo consente di identificare:

  • presenza o assenza di attacco intergranulare, 
  • uniformità dell’attacco, 
  • eventuali difetti localizzati. 

Questa valutazione è fondamentale per stabilire:

  • l’idoneità del materiale all’uso previsto, 
  • la conformità ai requisiti contrattuali o normativi, 
  • la necessità di ulteriori trattamenti o verifiche. 

Quando richiedere la prova di corrosione intergranulare

I clienti di SMT richiedono frequentemente questa prova per:

  • verifica post-saldatura su componenti inox, 
  • qualificazione dei trattamenti termici, 
  • controllo qualità su lotti di produzione, 
  • accettazione di forniture, 
  • supporto a failure analysis, 
  • applicazioni in ambienti corrosivi (chimico, alimentare, Oil&Gas). 

 

Il valore aggiunto di SMT srl

Affidarsi a SMT srl significa ottenere:

  • esecuzione della prova secondo normativa UNI EN ISO, 
  • personale tecnico qualificato,
  • procedure consolidate e riproducibili,
  • report chiari,
  • supporto tecnico nell’interpretazione dei risultati.

 
Su richiesta, la prova può essere integrata con:

 

Conclusioni

La prova di corrosione intergranulare secondo UNI EN ISO 3651-2 – Metodo A è uno strumento essenziale per valutare l’affidabilità degli acciai inossidabili austenitici, duplex e ferritici destinati a impieghi critici.
Grazie a competenze specialistiche e a un reparto prove materiali strutturato, SMT srl supporta le aziende nella verifica della qualità dei materiali

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