Alcuni organi filettati vengono sottoposti a bonifica per incrementare le caratteristiche meccaniche e per avere strutture in grado di assicurare una buona tenacità.
Nel caso della norma EN ISO 898-1 è d’obbligo effettuare questo trattamento termico per le classi 8.8, 10.9 e 12.9.
Tale trattamento può essere eseguito sulla materia prima (rotolo o barra) oppure sul pezzo filettato e può causare il fenomeno della decarburazione, reazione chimica indesiderata che comporta una perdita di carbonio sulla superficie dell’acciaio.
A temperature elevate, più precisamente sopra il punto di trasformazione Ac1, il carbonio presente sulle parti superficiali dell’acciaio reagisce con l’ossigeno eventualmente presente nell’atmosfera del forno generando monossido di carbonio (CO), che essendo un gas si disperde riducendo il carbonio presente nell’acciaio.
Si tratta di un fenomeno che colpisce soprattutto gli acciai trattati termicamente in forni non ad atmosfera controllata ma anche nel caso di forni protetti con gas inerti è possibile avere decarburazione a causa di errati settaggi, non perfetta tenuta del forno, ecc.
La perdita superficiale di carbonio ha un effetto negativo perché riduce la durezza superficiale, la resistenza alla fatica e all’usura.
Per questo motivo la norma EN ISO 898-1 prevede un controllo della decarburazione della filettatura con lo scopo di determinare la profondità della zona con decarburazione completa
Tale norma permette due differenti tipi di controllo della decarburazione:
- metodo microscopico
- metodo della durezza
Metodo microscopico
Il campione deve essere preso in direzione longitudinale, lucidato a specchio e poi attaccato con nital al 3% (soluzione costituita da alcool e dal 3% di acido nitrico).
In seguito, il campione deve essere osservato al microscopio a 100X e deve essere misurata la profondità G di completa decarburazione (disegno 1), resa evidente dall’eventuale presenza di struttura completamente ferritica.





